Carenza di personale, la Giustizia rischia il collasso. Il presidente della CdA di Napoli scrive al Ministro Cancellieri: “Senza tirocinanti sono compromesse le attività di cancelleria”

Dal primo dicembre prossimo gli Uffici Giudiziari rischiano il collasso e la paralisi” è la voce della protesta di circa 3500 tirocinanti della Giustizia che il 30 novembre vedranno scadere il proprio contratto. Senza un rinnovo, infatti, tutti gli uffici giudiziari saranno in ginocchio, alle prese con la già nota e cronica carenza di personale che per i sindacati sfiora quasi le 20 mila unità. Un disagio tale da mettere a repentaglio la normale prosecuzione delle attività di cancelleria, tenuto conto che molti spesso si sono trovati nelle condizioni di dover operare da tirocinanti ma con il peso dell’intera cancelleria sulle spalle.

Chiediamo che si adottino tutti i provvedimenti utili ad impedire che le professionalità acquisite con il completamento ministeriale del tirocinio non vadano disperse. Il venir meno di queste preziose unità comprometterebbe le normali attività delle cancellerie” ad affermarlo è il presidente della Corte di Appello di Napoli, Antonio Bonaiuti, che ha scritto una nota indirizzata al Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. E non è l’unico, infatti, hanno fatto ugualmente anche i presidenti delle Corti di Appello di Milano, Roma, Bologna, Reggio Calabria, Salerno, Venezia e L’Aquila ed i presidenti dei Tribunali di Napoli, Arezzo, Potenza, Bologna Ariano Irpino e Torre Annunziata, oltre che il coordinatore dell’Ufficio del Giudice di Pace di Napoli.

Ed il contributo significativo offerto dai 3500 tirocinanti di tutta Italia è stato notevole tanto da spingere molti consigli degli ordini degli avvocati ad avviare delle raccolte di firme al fine di impedire la dispersione delle unità lavorative, così come è accaduto ad esempio a Benevento. O si è scelto la strada dell’astensione dalle udienze per protestare contro la carenza di personale come ad Avellino, dove la Camera Penale ha proclamato lo sciopero per i giorni 4, 5 e 6 novembre 2013.

In particolare in Campania, circa 450 tirocinanti, tutti laureati o laureandi, sono stati selezionati con concorso pubblico dai sei istituti universitari campani in sinergia con la Regione Campania, nell’ambito dei progetti di work experience con finanziamenti europei (FSE). Il percorso è stato poi prorogato fino al 30 novembre 2013 grazie ad una previsione normativa contenuta nella legge di stabilità di dicembre del 2012.

Lo Stato ci ha formato spendendo ricorse pubbliche pari a 7,5 milioni di euro senza prevedere alcuna possibilità di inserimento o con contratto a tempo determinato o prevedendo concorsi – precisano dal direttivo campano del coordinamento spontaneo dei tirocinanti – una formazione specifica e altamente specializzata che può essere spesa solo ed esclusivamente nel settore della Giustizia. Si parla di arretrato civile e di cause che durano anche 20 anni, la verità è che gli uffici e le cancellerie sono sguarnite e tutto questo costa all’Italia un punto di PIL in meno all’anno, con una notevole incidenza sul piano degli investimenti dall’estero verso l’Italia. Il nostro appello alla politica è di darci risposte concrete subito, lotteremo affinchè nella legge di stabilità, che sarà varata da qui a poche settimane, sia previsto un prosieguo della nostra esperienza, altrimenti siamo pronti ad una grande manifestazione nazionale a Roma per far sentire la nostra voce di indignazione e disagio”.

Emiliana Cuomo

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1 Response

  1. petracca rocco ha detto:

    io ci sono non molliamo dopo tanti sacrifici basta sprechi

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