Spegni la slot machine? E io ti multo

La Sisal pronta a multare i baristi che spengono le slot per non fare rovinare la gente

Lo scorso novembre Monica Pavesi, titolare di un bar nel centro di Cremona, ha deciso di spegnere le slot machine e privarsi così di una delle principali fonti di reddito. Come lei, diversi altri baristi hanno deciso di “salvare” i clienti, “vittime” del gioco, soprattutto disoccupati, casalinghe e anziani che passano ore e ore davanti alle macchinette “mangiasoldi”. La Pavesi, così come gli altri suoi colleghi “pentiti”, oggi rischierebbero pesanti multe. Come scrive oggi il Fatto Quotidiano, la Sisal ha approvato un contratto col quale obbliga gli esercenti a tenere accesi ogni giorno e per tutto il periodo d’apertura, senza spostarli dall’ubicazione concordata con Sisal, gli apparecchi, in caso contrario è prevista una penale da 100 euro al giorno. Non è tutto, in caso di recesso l’esercente “sarà tenuto al versamento a favore del Concessionario di una penale di rimborso spese amministrative, di installazione e di riallocazione pari a euro 6mila per ogni apparecchio di gioco installato”, come si legge nella clausola risolutiva espressa. Contratto che ha la durata di 9 anni, scadenza pari a quella della convenzione tra il concessionario e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli. I nuovi vincoli si applicano sin dalla “prima giocata, raccolta attraverso gli apparecchi di gioco presenti nel Suo locale e collegati alla rete telematica della scrivente società, intervenuta successivamente al ricevimento della presente”. In altre parole, basta che il gambler inserisca una moneta nelle slot e il contratto prende il via.

Da notare che il comunicato con cui Sisal riferisce delle nuove condizioni applicate porta la data del 6 settembre. Il Fatto fa notare che solo il giorno prima la Lega Nord aveva mandato ko il Governo con una mozione che impone la moratoria di un anno alle slot machines:

Una mozione dichiarata subito inapplicabile dal ministero dell’Economia, perché avrebbe aperto ad un mare di contestazioni con i concessionari dei servizi, oltre a far mancare 6 miliardi alle casse dello Stato. Sempre il 5 settembre il Senato aveva anche approvato un ordine del giorno, proposto dalla maggioranza, che impegnava il Governo a dare attuazione ai principi del decreto Balduzzi al fine di rendere più incisiva l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico e di aggiornare i livelli essenziali di assistenza su prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da ludopatia. Nell’ordine del giorno erano inoltre previste azioni tese alla tutela dei minori e delle persone vulnerabili, il divieto della pubblicità dei giochi d’azzardo e di fortuna sui mezzi di comunicazione e informazione, l’istituzione di meccanismi per verificare la maggiore età del giocatore e altri meccanismi di controllo e limitazione del gioco d’azzardo. Ad oggi tuttavia nulla sembra essersi mosso”.
Sul caso del contratto con cui la Sisal vincola gli esercenti a non spegnere le macchinette, interviene il senatore leghista Stefano Candiani, primo firmatario della mozione: “Di fronte ai concessionari che vincolano gli esercenti con minacce contrattuali il governo tace, un comportamento sconcio e vergognoso. Inoltre, come in una dittatura il governo si mostra negligente nel dare attuazione a precisi indirizzi deliberati dal Sanato”. Candiani critica aspramente il Governo “visto l’inerzia che dimostra di fronte ai concessionari”. E in tal senso chiede l’intervento del Presidente della Repubblica affinché obblighi , a l’esecutivo ad applicare le direttive votate a maggioranza da un ramo del parlamento “democraticamente eletto”.

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