Napoletano che sporchi: sei un merda

«Caro napoletano di merda, l’azione di nascondere i tuoi rifiuti dietro le auto non ti salva dall’essere sporco e vigliacco», recitano così alcuni cartelli appesi per Via Toledo e dintorni, a Napoli. Il messaggio è più che chiaro: se la monnezza, anziché buttarla nei cassonetti, la nascondi dietro le macchine parcheggiate, sei una merda. Una schifezza. «La schifezza – direbbe De Filippo – ‘ra schifezza ‘ra schifezza ‘e l’uommn». Al di là delle buone intenzioni, sui giornali e sui blog la polemica è – com’era prevedibile – impazzata: termini troppo duri, razzismo, turpiloquio (che è un modo carino per dire parolacce) gratuito. E invece, forse solo, io dico che ci sta. Ci sta che i negozianti – che comunque non sono usciti allo scoperto – perdano la pazienza. Che dicano, a modo loro, esasperati e stufi, basta.

Dietro il messaggio di testate come Il Mattino, che gridano senza mezze misure allo scandalo, sembra annidarsi, calda ed accucciata, una giustificazione. Per quelli che sporcano e nascondono i rifiuti dietro le macchine. Ci sarebbe – credo – da fare tutta una discussione sui modi, le parole che si possono e che non si possono dire; su quello che uno, volendo, può appendere in giro per la città. Assurdo, però, non ammettere che una simile reazione è più che comprensibile – non condivisibile o accettabile ma sicuramente prevedibile. Ed è ancora più assurdo che, per l’ennesima volta, la frittata venga rigirata a favore di chi inguaia: il problema, adesso, non sono i cumuli di monnezza che la gente – anonimi scaricatori della notte e delle ultime ore del pomeriggio – ficcano a fatica sotto le auto, convinti così di passarla liscia; il problema sono le parole messe su stoffa, nero su bianco, merda calcata e ricalcata, che offendono la sensibilità di qualcuno. Di tutti, secondo certi giornalisti.

Ma non è Napoli e non sono certo tutti i napoletani a – traduco – doversi vergognare. Ma sono quei pochi, i soliti noti, che pensano di poter vivere furbamente, di nascosto e al sicuro la loro disonestà. Perché mettere le buste della monnezza sotto le auto – mi pare – è disonesto. Perché non rispettare gli orari di raccolta, avendo fretta di mettere via gli avanzi o il troppo o l’inutile, è disonesto. E più che disonesto, per alcuni, è una merda.

fonte : www.linkiesta.it

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