Castellammare di Stabia. Badante bulgara prende a calci e pugni un’anziana. Smascherata da «cimici» e videocamere

 

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anziana-truffa-genova-2Castellammare di Stabia. «Ti spacco la faccia, adesso ti zittisco per sempre». Urlava così la 66enne bulgara arrestata ieri mattina al viale Europa. Per alcune settimane (sicuramente da febbraio, ma forse anche da prima) la donna, incensurata e regolarmente assunta dalla famiglia della vittima, malmenava e offendeva continuamente la sua assistita, una vedova 91enne stabiese. Nessun motivo in particolare per scatenare la ferocia della badante, come quando la colpiva con calci, schiaffi e pugni, semplicemente perché le andava di farlo. A volte poteva essere per l’orario dei pasti, altre volte per un bisogno fisiologico o per una qualsiasi richiesta di aiuto. Ogni volta erano botte, insulti e offese. La donna, A.K.I., senza alcun precedente penale, è stata arrestata dagli agenti del locale commissariato, agli ordini del primo dirigente Pasquale De Lorenzo e del vicequestore Daria Alfieri. Quando gli investigatori sono piombati in casa per sottrarre l’anziana alla sua badante, hanno trovato la 91enne paralizzata dalla paura. Soltanto quando ha capito che il suo incubo era finito ha sorriso e baciato gli agenti, in segno di ringraziamento. Tutto ha avuto inizio nelle scorse settimane, con le prime segnalazioni giunte da alcuni vicini. I condomini sentivano spesso rumori inconsueti provenire da quell’appartamento. Nei giorni scorsi, poi, la svolta. Gli inquirenti decidono di sorvegliare l’abitazione con una telecamera che documentasse quanto avveniva all’interno. E quelli che erano solo dei semplici sospetti si sono sempre più concretizzati fino all’intervento di ieri mattina, quando la situazione era diventata ormai insostenibile. Gli episodi di violenza sono stati infatti documentati con video e cimici. La 91enne è affetta da diverse patologie ma soprattutto non era in condizioni di denunciare alla figlia le sevizie subite dalla badante. Increduli i familiari, conquistati dalla donna bulgara con i suoi modi gentili e con il suo falso affetto nei confronti dell’anziana. «È stata per tutti noi una doccia gelata – ha riferito la figlia della 91enne alle forze dell’ordine – Non abbiamo mai sospettato nulla, anche perché la badante era molto brava a mascherare il suo reale modo di essere con la sua falsa gentilezza e i suoi modi di fare ineccepibili mostrati in nostra presenza». Invece, proprio dietro quel falso affetto si nascondeva la violenza più cruda e becera, utilizzata nei confronti di un’anziana inerme e costretta a letto da varie patologie. A.K.I. è stata così portata nel commissariato di corso Alcide De Gasperi per gli accertamenti di rito. Da qui è stata poi relegata agli arresti domiciliari in attesa di essere processata con rito direttissimo. Dovrà difendersi dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. Con le aggravanti di aver esercitato il suo potere con una persona incapace di difendersi e di aver agito con estrema crudeltà. Quello di ieri intanto non è un episodio isolato, visto che già in passato si sono verificati casi analoghi in provincia. E sono intervenute anche le associazioni a difesa delle classi più deboli della società. «Si tratta di una vicenda sconcertante – afferma Terenzio Morgone, responsabile di Dimensione Civica – che ci colpisce per la sua violenza fisica e, anche, soprattutto psicologica. Al di là di ogni retorica, questi fatti devono spingerci ancora di più a batterci in difesa dei più deboli con maggiore determinazione». Nei prossimi giorni Dimensione Civica formulerà una richiesta alle istituzioni locali, al fine di potenziare la rete di servizi di assistenza territoriale a favore degli anziani in difficoltà. «È una battaglia di civiltà – conclude Morgone – che va vinta a tutela delle famiglie e dell’associazionismo impegnato nella tutela dei diritti dei più deboli». (Francesco Fusco – Il Mattino)

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